giovedì , 8 Dicembre 2022
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Cannabis: le novità legislative

Come già accaduto in passato, la normativa Fini – Giovanardi è passata nuovamente dalla Corte Costituzionale che ne ha – ancora una volta – modificato il contenuto. Vediamo quindi nel dettaglio come si è espressa la massima corte attraverso una delle più recenti sentenze.

La normativa Fini – Giovanardi è un decreto legge del 30 dicembre 2005 che si occupa di diverse argomentazioni: le misure urgenti per garantire sicurezza e finanziamenti alle prossime Olimpiadi Invernali, funzionalità amministrative del Ministero dell’Interno, e disposizioni per favorire il recupero di tossicodipendenti recidivi oltre che modifiche al testo unico sulle sostanze psicotrope e stupefacenti.

L’articolo 75 bis oggetto della sentenza, riguardava un inasprimento delle sanzioni amministrative per coloro che venivano trovati in possesso di sostanze stupefacenti, risultando già condannati (anche non definitivamente) per reati contro il patrimonio, violazioni del codice della strada, reati contro la persona.

La sentenza numero 94 del 2016 (depositata il 6 maggio scorso) ha cancellato le seguenti pene amministrative accessorie:

  • obbligo di presentarsi (almeno) due volte a settimana per la firma presso il comando di Polizia o dei Carabinieri competente per territorio
  • obbligo di rientrare nella propria dimora (o in altro luogo determinato) entro un determinato orario, con l’ulteriore vincolo di non poter uscire prima di un altro dato orario
  • divieto a frequentare alcuni locali pubblici e ad allontanarsi dal comune in cui si risiede
  • obbligo di comparire presso comandi di polizia o carabinieri nell’orario in cui avviene l’entrata o l’uscita dagli istituti scolastici
  • divieto di guida per qualsiasi veicolo motorizzato
  • La durata di tali sanzioni non poteva eccedere i 2 anni e la loro violazione in questo arco di tempo avrebbe comportato l’arresto da 3 a 18 mesi.

Come successo per la parificazione di droghe leggere e pesanti bocciata dalla corte costituzionale nel 2014, anche questo articolo è stato abrogato per motivazioni formali, su invito del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Nola. Le aggravanti elencate non rispettavano il criterio di necessaria omogeneità del testo, non essendo, secondo la suprema corte, guidate dalla finalità di recuperare i tossicodipendenti ma piuttosto quella di prevenire pericoli per la sicurezza pubblica, con l’utilizzo in aggiunta di misure talvolta atipiche, risultando così estranee rispetto al decreto in cui erano state inserite.

Questa pronuncia elimina quindi conseguenze amministrative severe quali l’obbligo di dimora e il ritiro della patente di guida per i consumatori di sostanze con precedenti penali, tuttavia è giusto sottolineare come rimangano valide le altre sanzioni amministrative (obbligo di colloqui e controlli, ritiro di patente e passaporto) nei casi previsti.

 

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