giovedì , 8 Dicembre 2022
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Perché scegliere un Cannabis Social Club

Perché scegliere un Cannabis Social Club? Da cosa nasce l’esigenza di fondarne uno?

Il primo Cannabis Social Club italiano

In Italia il primo Cannabis Social Club nasce a Racale, in Puglia, dall’iniziativa di Lucia Spiri e Andrea Trisciuoglio, presidente e segretario della neonata associazione pro-cannabis Lapiantiamo.

I due giovani, affetti da sclerosi multipla, sono costretti ad assumere quotidianamente il Bedrocran, un farmaco a base di Cannabis proveniente dall’Olanda non sempre facile da reperire a causa del lungo iter burocratico. Tramite l’associazione Lapiantiamo e grazie al supporto del sindaco e di nomi noti quali Sud Sound System, Don Andrea Gallo ed Eugenio Finardi nasce anche in Italia il primo Cannabis Social Club per uso teraupetico. Ad oggi, più di mille persone affette da varie patologie hanno richiesto di poter fare parte del Cannabis Social Club salentino. I fondatori tengono però a precisare:

Vogliamo che la canapa sia riconosciuta come terapia, siamo contrari alla canapa come uso ludico.

Lo scopo primo del CSC di Recale è quello di lenire le sofferenze degli ammalati. Coltivando la canapa nel Cannabis Social Club, molti pazienti affetti da sclerosi multipla ed altre malattie potranno eliminare del tutto i farmaci importati dall’estero.

Perché scegliere un Cannabis Social Club

  • Fondare o iscriversi ad un Cannabis Social Club darà a tutti la possibilità di coltivare cannabis per uso personale e consumarla in totale legalità per contrastare svariati tipi di patologie.
  • Sarà possibile scegliere il tipo di semi da piantare in base alle necessità terapeutiche del gruppo o ai gusti degli associati. Si potrà scegliere il grado di THC o CBD che dovrà contenere la pianta e creare così un prodotto ad hoc.
  • La cannabis verrà seguita in prima persona. Dalla semina al raccolto, tutti gli stadi vitali della pianta saranno monitorati e tenuti sotto controllo dai soci che avranno l’accortezza di proteggere le piante da parassiti, malattie o condizioni climatiche avverse.
  • Il prodotto ottenuto sarà al 100% naturale. Non si incorrerà quindi nel rischio di assumere prodotti “tagliati” con sostante gravemente tossiche per la salute come attualmente avviene fumando la cannabis proveniente dal mercato illegale.
  • Calcolando in anticipo la quantità di prodotto necessario, i soci del CSC avranno cannabis a sufficienza per l’intero anno, ma se verrà consumata la propria scorta personale, bisognerà attendere il raccolto successivo.
  • Un uso improprio del prodotto da parte degli associati verrà posto all’attenzione del gruppo. Psicologici e assistenti sociali potranno aiutare gli interessati e superare insieme il problema.

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