giovedì , 8 Dicembre 2022
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Coltivazioni di canapa sativa per l’industria tessile

Per chi non conosce la storia potrebbe sembrare assurdo, eppure la canapa è stata per decenni uno dei prodotti di punta dell’economia italiana. Grazie a tempi di sviluppo rapidi e alla possibilità di resistere a svariati tipi di terreno e condizioni climatiche, per anni la canapa è stata una delle materie prime più versatili e impiegata nei più disparati usi, non solo in Italia ma anche nel resto del mondo.

Basti pensare che già ai tempi dei Romani la canapa era usata per costruire vele e corde per imbarcazioni militari e che fino al 1883 la fibra di canapa è stata utilizzata per produrre carta di ottima qualità poiché la carta ottenuta era 50 volte più resistente rispetto al papiro e assai facile ed economica da produrre. Anche nel settore tessile e in quello alimentare la canapa ha avuto un ruolo fondamentale per l’economia della nazione, ma quale tipo di canapa viene adoperata in campo tessile? Perché oggi non si parla dei mille usi possibili della canapa?

Quale canapa si utilizza per la fabbricazione di tessuti?

La Cannabis utilizzata da secoli nella produzione tessile (chiamata talvolta canapa industriale) è la Cannabis Sativa, tipica dei paesi settentrionali, priva di THC e coltivata per estrarne la fibra e l’olio. La canapa che contiene il principio attivo THC (quindi utilizzata per scopi ludici) è invece la Cannabis Indica, anche detta canapa indiana.

La legislazione della canapa indiana (la marhiuana per intenderci) ha influito sulle vicende della canapa sativa e oggi i produttori di abiti ecologici in fibra di canapa sono rimasti in pochi, sconosciuti e per lo più confinati in ferie di settore e mercatini etnici.

L’Italia nel Novecento è stata la seconda nazione al mondo produttrice di canapa di ottima qualità. Oggi la fibra di canapa impiegata in tutto il mondo nel settore tessile proviene in primis dalla Cina e solo pochi paesi la coltivano per destinarla all’artigianato locale (Cile e Perù).

Coltivazioni di canapa per aiutare l’ambiente

Se si pensasse a reintrodurre nel nostro paese coltivazioni di canapa sativa destinata al mercato tessile, edile o alimentare, i vantaggi non deriverebbero solo dalla produzione di materiali 100% naturali ma sarebbe eco-friendly l’intero ciclo di produzione: dalla semina e coltivazione fino all’estrazione della materia prima.

Coltivare canapa infatti aiuta a migliorare il terreno in cui viene piantata. A differenza del cotone la canapa richiede una minore irrigazione e fra i tanti vantaggi di coltivare canapa vi è quello del non dover ricorrere all’uso di pesticidi ed erbicidi durante tutta la fase di sviluppo della pianta. Poiché la canapa è una coltura resistente e molto competitiva contro le erbe infestanti, non vanno adoperate sostanze chimiche ed inquinanti.

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