giovedì , 8 Dicembre 2022
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Festeggiare la giornata della canapa: Nike, aerei e droni

Pare che la ricorrenza sia stata festeggiata per la prima volta nel 1971 e da quell’anno, ogni 20 di Aprile, gli Stati Uniti celebrano la giornata nazionale della cannabis. Cosa succede in questa data nei territori a stelle e strisce? Moltissimi appassionati (coltivatori e consumatori) si radunano presso diverse città e campus: il ritrovo più famoso è nel Colorado a Boulder, che raccoglie oltre 10mila persone in continuo aumento, soprattutto a seguito della legalizzazione per uso ricreativo della pianta.

Il colosso americano Nike ha colto l’occasione per una nuova versione delle sue celebri calzature: un paio di scarpe realizzate in canapa, pronte per la vendita online proprio dal 20 aprile 2016 (si tratta di una variante delle Hemp Dunk Low), acquistabili anche dai clienti Europei al costo di 94 euro.

Come mai i numeri 04 e 20 (che determinano la data della celebrazione) sono utilizzati nella cultura popolare americana come nome in codice della cannabis? Pare che la leggenda più accreditata sia quella che vede come protagonisti cinque studenti californiani della San Rafael High School, che nell’autunno del 1971 vennero a sapere dell’esistenza di una piantagione di marjuana ad un’ora di distanza dalla scuola. Questo gruppetto decise così di darsi appuntamento alle 4.20 per iniziare la ricerca dell’esatta ubicazione della meta, ma senza successo. Continuarono ogni giorno la loro infruttuosa esplorazione verso la località di Point Reyes ma il loro orario di partenza divenne presto noto in tutta la scuola e di lì a breve in tutta la città di San Rafael: 420 divenne poi il nome di un gruppo rock – hippie che contribuì a diffondere definitivamente questo neologismo.

La data del 20 aprile è stata scelta per lanciare un’altra interessante campagna, questa  volta canadese, legata al mondo della canapa: l‘inaugurazione del prototipo di un aereo costruito in fibra vegetale (tenuta insieme da una particolare resina) e alimentato a biodiesel, capace di trasportare 4 persone, con una apertura alare di circa 12 metri. Per la realizzazione del mezzo definitivo è stata indetta una raccolta fondi online per contribuire alla cifra di 400mila dollari necessari al processo di produzione. La canapa vola già in alto attraverso un drone tutto italiano, progettato con una stampante 3D funzionante a filamento di canapa da Gianluca Passerella: il modello pesa meno di 300 grammi ed è stato ufficialmente riconosciuto dall’Enac.

Dal cielo torniamo sulla terra, segnalando l’interessante sfida lanciata da una azienda indiana, la Shiv, per ricostruire le zone terremotate del Nepal grazie alla fibra di canapa in edilizia. Il progetto mira a valorizzare la manodopera locale ed utilizzare la canapa che già cresce spontaneamente in tutto il paese come materia prima e ad oggi sono stati già in opera diverse importanti strutture come una parte dell’ospedale principale di Katmandu.

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