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Le case in canapa che fanno bene all’ambiente

Secondo la Direttiva comunitaria EPBD RECAST 2010/31/CE e la legge L.90/2013 gli edifici privati che verranno costruiti dal 2020 in poi dovranno essere ad energia quasi zero. Avevamo già parlato della possibilità di impiegare la canapa per costruire case più ecologiche e confortevoli. In Toscana si comincia a pensare a edifici a basso impatto ambientale fin da adesso e si parte proprio dalla canapa come possibile soluzione per contrastare i cambiamenti climatici.

Calce e canapa al posto del cemento

Sia la canapa che la calce sono materiali impiegati dall’uomo fin dall’antichità. Per evitare problemi legati agli insetti, alle muffe e all’imputrescenza, il canapulo (lo stelo della pianta della canapa) viene mescolato alla calce e, una volta mineralizzato, diventa resistente al fuoco, inappetibile per roditori e resistente alla formazione di batteri e muffe.

Il risultato è un materiale riciclabile, sicuro e duraturo nel tempo col quale è possibile costruire abitazioni confortevoli, antisismiche e in armonia con la natura.
Nella costruzione di un edificio, il bicomposito di canapa e calce può essere usato per tutto. In forma di bio-mattoni (mattoni di canapa e calce creati grazie a uno stampo), come intonaco isolante o -per fare un esempio- al posto del cemento per le giunture delle tubature.

Le case in canapa e calce della provincia di Pisa

Anche a Pisa stanno sorgendo le prime case costruite con canapa e calce. In particolare, nella località Badia-Montione (comune di Cascina) verrà presto alla luce il primo complesso residenziale costruito interamente in Natural Beton.

Il complesso residenziale in canapa e calce della provincia di Pisa sarà totalmente autosufficiente e off-gridd. Gli appartamenti non saranno attrezzati con alcun tipo di impianto di riscaldamento tradizionale ma saranno dotati di pannelli fotovoltaici e sistemi di ventilazione meccanica controllata.

Soltanto il 2,3% in volume del fabbricato sarà costituito da materiale non riciclabile:

  • le guaine di impermealizzazione del tetto (poiché ancora non sono stati sperimentati materiali eco-friendly alternativi);
  • la soletta dei solai;
  • i corrugati (i rivestimenti elettrici);

Tutti gli altri materiali impiegati sono riciclabili e non inquinanti (compensato marino, rame, vetro ecc). Persino in cantiere non vi sono sprechi: il canapulo che avanza o si disperde durante la lavorazione viene raccolto provvisoriamente nei sacchi e recuperato per successivi utilizzi.

Le case in canapa che trattengono la CO2

L’edilizia incide per il 40% sulle emissioni di CO2. Poiché la pianta di canapa sequestra CO2 in quantità maggiore rispetto a quella rilasciata nell’atmosfera, è stato dimostrato che, una volta portato a termine, il complesso di Badia-Montione sottrarrà 27 tonnellate di C02 all’ambiente. Un metro cubo di calce e canapa può infatti trattenere fino a 60 kg di CO2.

Le case così costruite aiuteranno a contrastare i cambiamenti climatici causati dalle emissioni di CO2.

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